Ricette – Pane Nero di Castelvetrano
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Ricette – Pane Nero di Castelvetrano

Ricette – Pane Nero di Castelvetrano

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Il Pane Nero di Castelvetrano è tipico della provincia di Trapani, ed è un prodotto tutelato e presidiato per le sue caratteristiche uniche. Viene prodotto con una miscela di semole di grani duri “antichi”, tra le quali il mitico Tumminia.

Viene cotto in forni a legna senza fiamma diretta, acquisisce questo vello molto scuro mentre l’interno prende una calda colorazione gialla.

Lo riproduciamo in casa utilizzando una miscela realizzata dal Mulino del Ponte, ma per renderlo più “potabile” nel forno domestico lo addomestichiamo con una manciata dell’ineffabile Manitoba. Odiatissima ma utilissima.
Il lievito è il generoso licoli [lievito a coltura liquida] che ormai i lettori di Cucchiaio.it conoscono bene.

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Preleviamo 150 circa di licoli e lo diluiamo con 400g di acqua frizzante.

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Prepariamo 500g di farina per Pane Nero Bio.

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Aggiungiamo un cucchiaino di malto diastatico.
Versiamo la farina nel liquido ottenuto dalla diluizione del licoli e lo giriamo velocemente. Lasciamo riposa una mezz’ora.

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Setacciamo 100g di farina Manitoba e la aggiungiamo al composto precedentemente ottenuto.
L’impasto sarà piuttosto ritirato: aggiungiamo due cucchiai d’acqua, e il sale.
Facciamo girare l’impastatrice ancora per 10 minuti.

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L’impasto non incorderà facilmente: la trama segaturosa di questi ostici grani non scatena facilmente una importante maglia glutinica, nonostante l’importante contenuto proteico.
Al termine forma una pallotta e lascia riposare in una boule coperta, in frigo per una ventina di ore.

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Il giorno dopo preleva dal frigo e fai prendere temperatura per una mezz’ora almeno.
Versa sul piano di lavoro ben infarinato e inizia a piegare, riportando i bordi dell’impasto verso il centro e rigirando.
Lascia riposare per una mezz’ora.

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Ripeti la piega per almeno altre due volte: sentirai il pane prendere forza e tensione.
Al finale pratica sulla schiena un profondo taglio verticale.
Inforna alla massima temperatura per 20 minuti. Poi abbassa a 200° per altri 30, e infine a 180° per 10 minuti.
Sforna, adagia su una graticola.

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Lascia riposare per due ore prima di tagliare.

Fonte: www.cucchiaio.it

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